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Elenco delle specie presenti

Alzavola

Codibugnolo

Martin pescatore

Averla piccola

Falco di palude

Migliarino di palude 

Cannaiola verdognola

 Gallinella d'acqua

Picchio rosso maggiore

Cannareccione

Germano reale 

Picchio verde

Capinera

Gheppio

Poiana

Cincia bigia

Gufo comune

Scricciolo

Cinciallegra

Lodolaio

Sterpazzola

Cinciarella

Marzaiola

Usignolo

 

 

Alzavola (Anas crecca)

E’ la specie più piccola tra le anatre di superficie, svernante alle nostre latitudini si può osservare il leggero e veloce volo degli stormi costituiti da 30-40 individui che arrivano ad occupare stagni e lanche di pianura già alla fine di agosto. In zone di acque ferme e non troppo profonde le alzavole trascorrono tutto l’inverno riuscendo ad affrontare i giorni più rigidi. In particolare, quando gli specchi d’acqua si gelano questa specie si spinge durante la notte alla ricerca di cibo nelle stoppie dei coltivi a riposo, per fare ritorno all’alba alla zona di svernamento. Per quanto riguarda il piumaggio, la femmina è brunastra, molto mimetica e facilmente confondibile con la femmina della marzaiola. Il maschio, invece, presenta un elegante disegno sul capo rossiccio con una fascia verde metallizzato sull’occhio delimitata da una linea dorata.

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Averla piccola (Lanius collurio)

Le averle appartengono all’ordine dei Passeriformi di medie dimensioni. Lunga circa 18 cm si può identificare grazie alla presenza (nel maschio) diuna mascherina nera sull’occhio. Il maschio ha dorso nocciola, testa e groppone grigi e petto crema, la femmina è uniformemente bruna con mascherina oculare meno pronunciata. Il becco adunco gli conferisce un aspetto simile ad un piccolo rapace. Molto spesso restano appollaiate su un ramo aspettando il passaggio di qualche grosso insetto o piccolo uccello da predare; afferrata la preda, l’averla la infilza sulle spine di qualche arbusto o su un filo metallico per poterla mangiare con calma e conservarla a lungo.  Proprio per queste sue abitudini alimentari vive in arbusteti spinosi (come macchie di biancospino o prugnoli). Molto bella è la danza nuziale in cui il maschio, dopo aver scelto la zona di nidificazione, induce la femmina a visitare il cespuglio offrendole una invitante preda.

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Cannaiola verdognola (Acrocephalus palustris)

Specie migratrice e nidificante.
La cannaiola verdognola è un uccello schivo, dai colori mimetici, lungo circa 12,5 cm. La sua livrea è poco appariscente con colorazione bruno-olivastra nelle parti superiori e biancastra in quelle inferiori, le zampe sono chiare. Il becco è corto, massiccio e appuntito, tipico da insettivoro. Vivendo nel folto dei canneti è difficilmente visibile; il suo elemento di identificazione principale è il canto, vario e melodioso. I maschi giungono dai luoghi di svernamento ad aprile-maggio, prima dell’arrivo delle femmine, e individuano il territorio adatto alla riproduzione, segnandone i confini e difendendolo dai conspecifici con un’intensa attività canora. Questa specie costruisce il nido formando una coppa di steli intrecciati e ancorata a due o tre canne, a 50- 150 cm da terra. Si arrampica agilmente sugli steli delle canne, dalle quali canta e compie brevi voli. La cannaiola verdognola è prevalentemente insettivora, si nutre di insetti e delle loro larve, di lombrichi, ragni e piccoli molluschi.
Predilige la fitta vegetazione lungo le rive dei corsi d’acqua, i canneti che bordano lanche e canali, i boschetti umidi e i giardini ricchi d’acqua.

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Cannareccione (Acrocephalus arundinaceus)

In arrivo dall’Africa sub-sahariana all’inizio di aprile, lo si può trovare negli ambienti palustri densi ed estesi, presso le rive di stagni e lungo i corsi d’acqua lenti. In questi ambienti si può ascoltare, soprattutto nelle prime ore del mattino e al tramonto il suo canto gracchiante e monotono lanciato dalla cima di una canna palustre. Simile alle altre cannaiole, di colore bruno sul dorso e crema sul petto, questa specie può essere riconosciuta per le sue dimensioni maggiori. La presenza del Cannareccione è strettamente legata all’abbondanza di insetti, larve e altri invertebrati acquatici di cui si nutre. La femmina costruisce il nido intrecciando steli e gambi di piante acquatici attorno agli steli delle canne che fungono da sostegno. La costruzione del nido inizia quando le canne sono ancora basse, via via che i fusti delle canne crescono anche il nido stesso sale e si allontana dalla superficie dell’acqua rendendo difficile la predazione della prole. 

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Capinera (Sylvia atricapilla)

La capinera appartiene all’ordine dei passeriformi; entrambi i sessi mostrano dorso e ali uniformemente grigi ma sono ben distinguibili dal colore del vertice del capo che si presenta nero nei maschi e rosso mattone nelle femmine. Migratore abbandona le nostre regioni durante l’inverno mentre è facile sentire il suo melodioso canto provenire dai cespugli sia nelle zone di bosco misto di latifoglie sia nei parchi urbani per tutta la primavera e l’estate.
Principalmente insettivora, si nutre anche di bacche che abbondano nel sottobosco durante l’autunno prima di spiccare il volo verso zone più miti. La capinera costruisce il nido negli arbusti spinosi ad un’altezza da terra di rado superiore ai 2,5 metri. La femmina depone 4 o 5 uova due volte all’anno da maggio a luglio, terminata la deposizione dell’ultimo uovo il maschio si alterna nella cova e nell’allevamento della prole.

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Cincia bigia (Parus palustris)

Meno appariscente delle cinciallegre e cinciarelle ha la testa e il bavaglio neri, guance e petto bianchi, ali e coda marrone. A differenza delle altre cince non è facile trovarla in parchi e giardini di città, essa infatti esige la presenza di boschi abbastanza fitti con abbondante legno morto e cavità naturali nei tronchi. A volte, in inverno quando il cibo scarseggia, diventa più confidente e si unisce ad altri esemplari simili. Il suo canto è melodioso e vario, la cincia bigia è attiva durante tutta la giornata e svolazza da un ramo all’altro compiendo simpatiche acrobazie.

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Cinciallegra (Parus major)

La cinciallegra è la più grande delle comuni cince (14cm) e si distingue chiaramente per il colore della testa e del collo nero-blu. Le parti superiori sono grigio-blu-verde, mentre quelle inferiori sono di colore giallo, con una lunga stria longitudinale nera al centro. Molto attiva e sempre in movimento si sposta in modo acrobatico da un ramo all’altro degli alberi, spesso a testa in giù. E’ una specie molto canora: già dalla seconda decade di gennaio si può sentire nei boschi il suo caratteristico richiamo territoriale (ricorda un’altalena arrugginita che cigola). E’ una specie molto socievole e gregaria e passa gran parte dell’anno in folti gruppi, anche con altre specie. Prevalentemente insettivori, si cibano anche di ragni, lombrichi, lumache e, durante l’inverno, di bacche e semi.
La cinciallegra frequenta soprattutto zone alberate non troppo fitte di boschi misti, di parchi, dei giardini, si trovano anche nei centri abitati soprattutto in inverno. Nidifica in cavità naturali o artificiali con grande capacità di adattamento.

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Cinciarella (Parus caeruleus)

La cinciarella è lunga 11 cm e presenta una colorazione blu cobalto brillante sulla coda, sulle ali e sul vertice. Le parti inferiori sono gialle. Le guance sono bianche e una linea nera percorre l’occhio. Molto attiva e sempre in movimento si sposta in modo acrobatico da un ramo all’altro degli alberi, spesso a testa in giù. Specie molto canora: già dalla seconda decade di gennaio si può sentire nei boschi il suo caratteristico richiamo territoriale. E’ una specie molto socievole e gregaria e passa gran parte dell’anno in folti gruppi, anche con altre specie. Prevalentemente insettivori, si cibano anche di ragni, lombrichi e lumache, durante l’inverno bacche e semi.
La cinciarella frequenta soprattutto zone alberate non troppo fitte di boschi misti, di parchi, dei giardini, frequenti anche nei centri abitati soprattutto in inverno. Nidifica in cavità naturali o artificiali con grande capacità di adattamento.

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Codibugnolo (Aegithalos caudatus)

Strettamente affine alle cince sia per le dimensioni che per le abitudini alimentari (spesso in inverno lo si può rinvenire in piccoli gruppetti di cince), si differenzia per la sua lunga coda che da sola raggiunge i 7 – 9 cm. Testa e petto bianchi con arcata sopraccigliare nera, le ali e la coda sono scuri. Specie sempre in movimento frequenta boschetti di latifoglie miste con folti sottoboschi dove durante tutto il giorno vola tra i rami alla ricerca di semi e insetti. Il suo nido, costruito nelle diramazioni dei rami, è una piccola opera d’arte. Mentre il maschio compie numerosi voli alla ricerca del materiale da costruzione, la femmina si occupa dell’intreccio dei rametti, muschio, piume e fili d’erba. A lavoro finito il nido assume una forma a sacco perfettamente compatto e con l’apertura posta nella parte più alta e stretta, all’interno vengono deposte 10 – 12 uova nella prima covata di aprile e altre 6 – 7 nella seconda di giugno. Essendo una specie stanziale il lavoro di costruzione del complesso nido inizia appena si attenuano le rigide temperature invernali.

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Falco di palude (Circus aeuruginosus)

Il falco di palude è una specie migratrice.
Il falco di palude è un rapace diurno (48-56 cm) con zampe sottili, forme slanciate, coda lunga e assenza di bianco sul groppone. Spiccato dimorfismo sessuale: il maschio è bruno sul dorso e rossiccio sul ventre, con il capo chiaro, coda e parte delle ali grigie; la femmina è di colore bruno cioccolato uniforme, con nuca, fronte, gola e parte inferiore dell’ala giallo crema.
Il falco di palude è l’unica “albanella” strettamente legata a zone umide di acqua dolce o salmastra di varia natura, costiere e dell’interno, anche di ridotta estensione, purché ricche di folta vegetazione palustre emergente. Durante la migrazione può essere facilmente osservato anche in zone coltivate. La dieta è diversificata in relazione alle varie situazioni ambientali: uccelli, mammiferi e rettili costituiscono però le prede più ricorrenti che il falco di palude cattura e consuma sul terreno.

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Gallinella d'acqua (Gallinula chioropus)

La gallinella d’acqua ricorda appunto una piccola gallina (32 cm), completamente nera con il sottocoda e le barre sui fianchi bianchi; coda breve ed eretta, becco rosso (più acceso durante la stagione riproduttiva) abbastanza appuntito. I giovani sino all’autunno presentano una livrea brunastra con becco verdastro. L’andatura è lenta e con il collo spesso proteso in avanti; quando è allarmata alza e abbassa continuamente la coda. I maschio e la femmina sono simili.
La gallinella d’acqua è una specie che può essere sedentaria, ma anche migratrice e svernante.
La gallinella d’acqua frequenta tutti i tipi di ambienti acquatici, compresi laghetti di parchi urbani e piccoli fossati di campagna. Molto adattabile, non sembra soffrire della pressione antropica e dell’inquinamento. In inverno diventa ancora più confidente. Nidifica tra le canne, su rive erbose  e sulla vegetazione galleggiante, a volte su alberi  o in vecchi nidi.

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Germano reale (Anas platyrhynchos)

Il germano reale è stanziale e svernante, ma può essere anche migratore regolare
E’ l’anatra più nota e comune, rappresenta il “prototipo” delle razze domestiche. Il dimorfismo sessuale è spiccato: il maschio è riconoscibile per la colorazione del capo e del collo, verdi metallici con un collarino bianco, e per il petto marrone-bronzeo; la coda ha le penne centrali nere arricciate. La femmina  presenta invece una colorazione più uniforme e mimetica, con tonalità marroni a striature e macchie nerastre. 
Il germano reale si adatta a zone umide assai diverse (canali, lanche, risaie, laghetti, corso principale del fiume), di tutte le dimensioni, sia naturali che artificiali, anche all’interno dei centri urbani. Le popolazioni selvatiche preferiscono comunque specchi d’acqua riparati e non molto estesi, contornati da una fascia di vegetazione ripariale. Alla sera e in autunno-inverno quando il suolo è ghiacciato o innevato può portarsi su campi di stoppie o entrare ai margini dei boschi alla ricerca di cibo. Nidifica in una vasta gamma di ambienti umidi, costieri e dell’ interno.

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Gheppio (Falco tinnunculus)

Il gheppio è una specie stanziale e nidificante
Il gheppio ha una lunghezza di 34 cm, le ali appuntite e la coda stretta tipiche del falco. Efficiente e abilissimo predatore, si nutre di lucertole, arvicole e grossi insetti. I sessi si distinguono per la diversa colorazione del piumaggio: il maschio ha tonalità rosso mattone con il capo grigio ardesia che invece è marrone nella femmina.
Il gheppio frequenta colline, coste, terreni coltivati, boschi non molto fitti; nidifica in vecchi nidi di cornacchia, gazza e su rocce, scogli, occasionalmente nelle spaccature di alberi.
Ciò che distingue il gheppio e permette di identificarlo sono le piccole dimensioni e l'abitudine a eseguire lo "spirito santo". Questa è una tecnica di caccia utilizzata da tutti i falchi, ma in particolare dal gheppio; consiste in un volo librato a pochi metri dal suolo, assumendo una posizione quasi verticale con la coda aperta a raggera che gli consente di rimanere quasi fermo sopra un punto ben preciso, in modo da scrutare con facilità il terreno alla ricerca di una preda.

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Gufo comune (Asio otis)

Il gufo comune è una specie parzialmente sedentaria, nidificante e svernante, gregaria in inverno.
E’ l’unico gufo di medie dimensioni con cornetti evidenti (ciuffi di penne posti sul capo), la sua figura è slanciata e gli occhi sono di colore arancio carico. Il piumaggio è fulvo, fittamente macchiettato e striato, soprattutto sul petto, con tonalità che vanno dal grigio al marrone scuro. Per la caccia, che avviene in volo o da posatoio, il gufo comune utilizza spazi aperti perlustrando soprattutto gli ambienti di margine tra le coltivazioni; si nutre principalmente di piccoli mammiferi, uccelli e insetti.
Il gufo comune è difficile da osservarsi a causa delle abitudini strettamente notturne; è un animale molto schivo, trascorre il giorno dormendo nel folto delle chiome degli alberi. Si trova spesso in foreste di conifere, localmente nei boschi cedui. Nidifica in vecchi nidi ed occasionalmente sul terreno, nel bosco o nella brughiera. Durante l’autunno e l’inverno si riunisce in piccoli gruppi, in dormitori nei boschetti.

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Lodolaio (Falco subbuteo)

Falco di piccole dimensioni (come il più comune gheppio) presenta una livrea con parti superiori grigio scuro e petto striato, la gola e le guance sono bianche mentre i calzoni e il sottocoda rosso ruggine. In volo mostra le lunghe ali affusolate e una coda relativamente corta. E’ un abile cacciatore, grazie ad una capacità di volo rapido e ad una vista acuta cattura rondini e rondoni durante il giorno e pipistrelli all’imbrunire, spesso si nutre in volo di libellule. Specie migratrice nidifica in vecchi nidi di corvidi preferendo le zone aperte con piccoli boschetti isolati.

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Marzaiola (Anas querquedula)

La marzaiola è una piccola anatra  di superficie con dimorfismo sessuale molto accentuato: il maschio presenta un largo sopracciglio bianco che contrasta con la testa scura e il petto brunastro screziato di scuro; lo specchio alare è grigio-verde bordato di bianco; la parte anteriore dell’ala grigio-azzurrognola. La femmina è brunastra segnata di scuro con specchio alare grigiastro. Nidifica in ambienti aperti erbosi, come margini di stagni, paludi, laghi e fiumi, anche in zone coltivate. Si osserva raramente in acque marine. 
La marzaiola è un uccello
svernante e migratore
La marzaiola frequenta ambienti simili a quelli del germano reale e dell’ alzavola, ovvero acque poco profonde in zone con una buona copertura vegetale delle rive. Si nutre di sostanze vegetali e animali che ricerca sulla superficie dell’acqua o immergendosi parzialmente.

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Martin pescatore (Alcedo atthis)

Il martin pescatore è inconfondibile per le sue dimensioni, solo 16 cm, e per il colore del suo piumaggio: le parti superiori sono azzurro metallizzato e blu cobalto, inferiormente invece il colore è arancione, la gola ed il collo sono bianche. Testa grande, corpo raccolto, ali e coda corte, le zampe sono piccole e di colore rosso. Sta posato sempre allerta con frequenti scuotimenti del capo e della coda; si nutre quasi esclusivamente di piccoli pesci che cattura con agili tuffi. Effettua la pesca utilizzando due tecniche principali: il tuffo da posatoi abituali, oppure il tuffo direttamente dall’aria. Una volta catturata la preda, la uccide sbattendola contro una roccia o un ramo e poi la ingoia dalla testa. Il volo è basso e rapidissimo, assume una silhouette a forma di missile, con il becco proteso in avanti.
Il martin pescatore è una specie sedentaria.
Il martin pescatore frequenta tutti gli ambienti umidi: torrenti, fiumi e canali. I nidi sono a galleria, costruiti nel terreno, scavati nei banchi di sabbia dei fiumi, talvolta lontani dall’acqua.

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Migliarino di palude (Emberiza schoeniclus)

Dimensioni simili a quelle del passero, il migliarino vive in aree palustri, anche di dimensioni ridotte. Il suo habitat ideale alterna la presenza di canneto al saliceto e cariceto spingendosi fino a zone più asciutte. Nella stagione invernale e durante la migrazione frequenta zone coltivate ed incolti erbacei riunendosi in piccoli gruppi con altri zogli e Fringillidi. Esiste un forte dimorfismo sessuale, il maschio ha cappuccio e sottocoda neri mentre il collare è bianco e il petto anch’esso bianco mostre della macchie marrone, le timoniere esterne della coda sono brune macchiate di bianco. La femmina ha una colorazione molto uniforme prevalentemente bruna ad eccezione del petto e del sopracciglio bancastro. Salta agilmente sul terreno alla ricerca di semi e si posa sugli steli per catturare piccoli insetti soprattutto durante l’allevamento della prole quando il fabbisogno di cibo aumenta. I nidi, di struttura piuttosto semplice, vengono costruiti dalla femmina vicino al terreno fra le canne; qui in un’estate possono essere portate a termine fino a tre covate. Il canto del migliarino di palude è breve e monotono.

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Picchio rosso maggiore (Dendrocopos major)

E’ una specie sedentaria
Il picchio rosso maggiore è considerevolmente più piccolo del picchio verde. Il dorso è nero con grandi spalline bianche, e le copritrici inferiori della coda sono rosso carminio. Il maschio ha una caratteristica macchia rossa sulla nuca ben evidente. Si sposta con brevi e rapidi voli da un albero all’altro, con veloci battiti d’ala alternati a tratti di volo ondulato ad ali chiuse.
Questo picchio frequenta boschi aperti, maturi soprattutto di latifoglie, con presenza di alberi morti ricchi di cavità. Caccia anche nei pioppeti maturi, diffusi nelle zone golenali e lo si può incontrare nei campi di mais da cui cattura larve parassite. Conduce vita solitaria per buona parte dell’anno tranne che nei mesi riproduttivi. Il tipico tamburellare di questi uccelli è un segnale territoriale o un richiamo per il partner. In aprile la coppia scava una cavità nel tronco di un albero che servirà da nido. D’estate si ciba soprattutto di insetti silofagi, larve o della linfa degli alberi, durante l’inverno.

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Picchio verde (Picus viridis)

Il picchio verde è una specie sedentaria.
Il picchio verde è un grosso picchio con parti superiori verde scuro e parti inferiori verde grigio chiaro, il vertice del capo è rosso carminio, il groppone e il basso dorso visibilmente giallo. Ha un volo profondamente ondulante con lunghe pause ad ali chiuse tra ogni “impennata”.
Frequenta boschi aperti, maturi soprattutto di latifoglie, con presenza di alberi morti ricchi di cavità. Oltre che cibarsi di insetti, larve e anche della linfa degli alberi come tutti i picchi, il picchio verde si nutre anche di bacche e germogli ed è l’unico a scendere a caccia sul terreno, alla ricerca di formiche e delle loro larve. Il buco che servirà come nido può essere profondo anche  mezzo metro.

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Poiana (Buteo buteo)

La poiana è sedentaria e svernante
La poiana è un grosso rapace (50-60 cm) con tonalità marroni, soprattutto sulle parti superiori, le parti inferiori sono invece più chiare spesso biancastre, con ampie variazioni individuali. La poiana può essere identificata dalla silhouette di volo: ali larghe, con le penne esterne (remiganti) tipicamente aperte e staccate tra loro, coda ampia, rotonda e molto corta. Volteggia ad ali immobili per lunghi periodi, soprattutto nelle ore più calde del giorno; caccia precipitandosi da bassa quota su piccoli mammiferi, coleotteri, raramente su piccoli uccelli. A volte è possibile vederle volteggiare in piccoli gruppi.
Il luogo ideale per la poiana è costituito da coste rocciose poco accessibili, colline, montagne, vallate, regioni boscose e coltivate. Per la caccia frequenta aree aperte, per la riproduzione utilizza invece per lo più luoghi radi ed anche pioppeti. Nidifica sui fianchi delle pareti rocciose, sugli alberi o su terreno irregolare.

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Scricciolo (Troglodytes Troglodytes)

E’ uno degli uccelli più piccoli che si possono incontrare nei nostri boschi, colorazione uniforme nocciola, becco sottile da insettivoro, coda eretta, vive sempre in luoghi ombrosi nel fitto di boschi di latifoglie o misti sia in pianura che in montagna. Il canto è molto squillante se si considerano le sue minuscole dimensioni e vario, lo si può ascoltare anche in inverno.
Molto curiosa è la costruzione da parte del maschio di diversi nidi (fino a 8) per i quali viene utilizzato in prevalenza muschio, al termine la femmina ne sceglie uno appropriato alla deposizione delle uova e con cura riveste il suo interno con piume e penne. I nidi non abitati fungeranno da giaciglio per qualche tempo sia per il maschio che per i piccoli involati.

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Sterpazzola (Sylvia communis)

Appartenente alla famiglia dei Silvidi ha colorazione marrone-nocciola abbastanza uniforme (in particolare la femmina) ad eccezione della gola bianca e del petto con sfumature di beige. Molto attiva e sempre in movimento frequenta cespuglieti e margini dei boschi, ma si rifugia anche sulle rive delle rogge e delle lanche. La si può vedere e riconoscere quando canta da posatoi scelti sulle cime dei rami o si esibisce in voli canori poiche gonfia in modo evidente la gola bianca. Il mascho arriva più precocemente dalle zone di svernamento rispetto alla femmina che lo raggiunge per completare la costruzione del nido generalmente collocato vicino a terra e in cespugli molto folti. Entrambi i sessi si occupano della cova e dell’allevamento della prole.

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Usignolo (Luscinia megarhynchos)

Tanto è conosciuto l’usignolo per il suo canto melodioso, spesso emesso anche di notte nei mesi di fine primavera e inizio estate, quanto è poco noto il suo aspetto. Il piumaggio è bruno ed uniforme con la coda lunga e rossiccia in tutte le fasi di crescita, le parti inferiori biancastre. Comportamento elusivo, colonizza i boschi di latifoglie con sottobosco umido e molto folto. Qui, fra le siepi più fitte costruisce il suo nido a coppa direttamente sul terreno o nei rami più bassi utilizzando rametti e foglie secche trovate nei dintorni. E’ molto difficile vederlo poiché durante il giorno canta restando ben nascosto fra i cespugli che lascia solo all’imbrunire per andare a caccia di insetti.  Già alla fine di agosto le coppie si separano per intraprendere la lunga migrazione verso i paesi caldi dell’Africa tropicale (Tanzania, Kenia, Uganda).

 

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